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martedì 20 marzo 2018

Sostenibilità. Nasce Quisque la piattaforma per la smart city

Nasce Quisque, la piattaforma per la smart city 

Milano - Si chiama Quisque ed è un'innovativa startup, nata a Milano nel 2016, composta da un team di giovani talenti, che operano sia in Italia che all'estero, con l'obiettivo di trasformare, grazie alla tecnologia, la mobilità urbana in un servizio smart, connesso e intermodale, facilmente fruibile dai cittadini.

La squadra, di età media 30 anni, è in continua crescita ed è attualmente composta, in Italia, da sei sviluppatori e da una unit completamente dedicata alla ricerca sugli sviluppi della Smart Mobility

Altri sei sviluppatori sono, inoltre, operativi a Cochabamba, in Bolivia, uno dei maggiori centri di ricerca del Sud America. Altra caratteristica distintiva di Quisque è l'essere partita senza far ricorso a venture capital, sostenendosi grazie ai primi clienti, che hanno creduto da subito nel progetto, intuendone solidità e potenzialità.
Quisque è dunque una piattaforma tecnologica in grado di fornire una soluzione completa, hardware e software, alle aziende che vogliono creare servizi innovativi per il cittadino, le cui principali caratteristiche sono la facilità di integrazione nei sistemi esistenti e la flessibilità di utilizzo in tutti gli scenari di mobilità, che permettono la creazione di un ecosistema scalabile.

Come spiega Alex Pallotti, co-founder della startup: "Quisque, come suggerito dal nome stesso che in latino significa "ogni cosa", è una soluzione in grado di abbracciare i molteplici scenari della mobilità: dai parcheggi alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, dal car e bike sharing ai mezzi pubblici, ai pagamenti e molto altro ancora. Grazie alla nostra piattaforma, la mobilità diventa al completo servizio del cittadino, che è sempre più connesso e alla ricerca di strumenti che gli permettano di muoversi in maniera intelligente, flessibile e sostenibile".

A conferma della funzionalità della piattaforma, la scelta di grandi operatori del settore mobilità di avvalersi di Quisque come fornitore tecnologico. In particolare, l'ambito dei parcheggi rappresenta un importante primo esempio di applicazione della tecnologia di Quisque, che consente di gestire, interamente tramite smartphone, tutte le operazioni per trovare un posto auto: dalla ricerca, alla prenotazione, all'ingresso, al controllo del tempo di sosta, fino al pagamento e all'uscita.

"Numerosi", prosegue Pallotti "i vantaggi che la nostra tecnologia porta ai vari attori coinvolti: dalla semplificazione di problemi assillanti come la ricerca del parcheggio, all'abbassamento dei costi di gestione grazie all'impiego di tecnologie digitali, al valore aggiunto di poter raccogliere dati aggiornati sul comportamento degli utenti, in modo da creare politiche ed offerte di mobilità che rispondano ai loro reali bisogni".

Creando un prodotto finale che rende possibile un'esperienza di viaggio "fluida" e senza interruzioni nelle varie fasi di ricerca, selezione e pagamento del servizio, Quisque semplifica, quindi, notevolmente la mobilità privata e la gestione di progetti complessi da parte degli operatori e delle Istituzioni. Quisque, dunque, può trovare applicazione e integrazione in ogni infrastruttura già esistente ed è per questo che sta già dialogando con grandi player europei del settore mobilità.

Quisque nasce a Milano nel 2016 e raggruppa un team di esperti, già attivi in precedenti società per le varie aree di competenza, che spaziano dalla realizzazione e gestione hardware e firmware, alla rete commerciale, passando attraverso la progettazione della User Experience per IoT e la server security, con l'obiettivo di fornire una piattaforma tecnologica completa, affidabile, efficiente e progettata pensando agli utenti.


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lunedì 11 dicembre 2017

TRASPORTI, DECARO (ANCI): “MOBILITA’ E’ UN DIRITTO, OGGI NELLE CITTA’ POSSIAMO VOLTARE PAGINA


TRASPORTI, DECARO (ANCI): "MOBILITA' E' UN DIRITTO, OGGI NELLE CITTA' POSSIAMO VOLTARE PAGINA

"La mobilità è uno dei diritti fondamentali, come il diritto al lavoro, all'istruzione e alla salute. Se già nei prossimi mesi e nei prossimi anni riusciremo ad assicurare questo diritto alle nostre comunità, potremo guardare con molta più fiducia al futuro". 


Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, parlando a Bologna davanti al ministro Graziano Delrio, nel corso del convegno "Connettere l'Italia", organizzato dal ministero dei Trasporti.

"Nelle grandi città in questi anni – tiene a ricordare Decaro - i sindaci hanno intrapreso un percorso deciso: abbiamo aumentato le aree pedonali, moltiplicato le ztl e installato sistemi videosorveglianza per proteggerle, abbiamo adottato una tariffazione della sosta che tende ad aumentare man mano che ci si avvicina al centro cittadino, per allontanare principalmente il traffico dei pendolari. E ci siamo impegnati, pur in assenza di fondi e di mezzi, per incrementare l'offerta di trasporto pubblico. A partire dalla realizzazione dei parcheggi di scambio, grazie ai quali abbiamo dato un'alternativa di mobilità conveniente, con l'integrazione tariffaria, per tutti coloro che ogni giorno devono raggiungere il centro cittadino da altri Comuni o dalla periferia. Chi parcheggia a cinque chilometri dalla città ha modo di raggiungere il centro con i mezzi pubblici".

Sempre sul fronte della mobilità sostenibile, inoltre, il cambio di rotta è netto anche se si parla di mobilità ciclistica: "Le piste ciclabili sono aumentate del 47% negli ultimi dieci anni, e in questo senso la legge in via di approvazione definitiva alla Camera darà un ulteriore slancio".

"Oggi però, con i fondi messi a disposizione dal ministero dei Trasporti e dal Pon metro, è arrivato davvero il momento di voltare pagina". 


L'impegno del governo sul fronte del trasporto pubblico locale è infatti l'occasione, secondo Decaro, per avviare un vero cambio di passo: "Grazie al piano del ministro Delrio potremo acquistare nuovi autobus e nuovi treni. Poi toccherà a noi Città metropolitane accelerare sull'integrazione degli orari, l'integrazione delle tariffe e l'interoperabilità. Affrontare questi temi non è facile per i sindaci, perché siamo noi per primi a doverci scontrare con la difficoltà per i nostri cittadini a cambiare abitudini consolidate. E' però nostro dovere proseguire su questa strada, affidandoci soprattutto al continuo confronto con le nostre comunità".

Roma, 11 Dicembre 2017


martedì 7 novembre 2017

Mobilità sostenibile: al via il contest "My Sustinable City"

My Sustinable City: un premio per la mobilità sostenibile all'interno di MFR17

Partecipa al contest promosso da Eni, ACI e rivista Energia realizzato in occasione dell’edizione 2017 della Maker Faire Rome


My Sustainable City è il premio promosso da Eni, ACI e dalla rivista ENERGIA che nasce dalla volontà di individuare, supportare e diffondere la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative in tema di mobilità.
Cerchiamo soluzioni che consentano di incrementare la qualità della vita dei cittadini che quotidianamente si spostano e/o di migliorare la qualità dell’aria nei grandi centri urbani, per una città ed una mobilità sicura, sostenibile e accessibile a tutti.
Chi può partecipare
La partecipazione al contest  è gratuita e, oltre ad essere espressamente rivolta alla comunità Maker, è aperta a tutti (persone fisiche, italiane o straniere, società, enti, associazioni, fondazioni, e/o altre entità giuridiche, con residenza o sede in Italia o in altro paese dell’Unione Europea).
I temi
Lo scopo del contest è trovare soluzioni per incrementare la qualità della vita dei cittadini che quotidianamente si spostano e migliorare la qualità dell’aria nei grandi centri urbani, per una città ed una mobilità sicura, sostenibile e accessibile a tutti.
I temi :
  • l’analisi e le possibili modalità di gestione dei big data disponibili sulla mobilità urbana ed in particolare sui flussi di traffico dei mezzi di trasporto (privati e pubblici, car sharing incluso) per ottimizzare sistemi di mobilità e servizi esistenti (es. aree di copertura del car sharing, percorsi dei mezzi pubblici, uso dei parcheggi, informazioni sui servizi disponibili, accesso ai servizi, etc.) a beneficio dei cittadini e dell’ambiente;
  • la progettazione di soluzioni innovative per le infrastrutture di mobilità (ad es. innovative organizzazioni delle sedi stradali finalizzate ai modi di trasporto innovativi e sostenibili) e per i servizi di mobilità (ad es. nuove regole di organizzazione dei servizi di trasporto collettivo), con l’identificazione dei requisiti hardware (es. materiali e tecnologie costruttive, mezzi di trasporto, parcheggi dedicati al car sharing ed all’intermodalità tra mezzi privati e pubblici) e software (app/dati fruibili per facilitare le informazioni sul traffico e la disponibilità di parcheggi/mezzi disponibili, per acquistare ticket e/o servizi on-line), per traguardare ulteriori ottimizzazioni; la predisposizione di analisi di fattibilità tecnica ed economica, inclusa  la stima costi-benefici, a supporto delle soluzioni proposte.
Premi
Nell’ambito del Contest è prevista l’assegnazione e l’erogazione di 3 premi rispettivamente assegnati da ciascuno dei Promotori:
  • 1 pacchetto di ospitalità (pernottamento, vitto, pass e walkabout) in occasione del GP di Formula 1 2018 di Monza, comprensivo di visita al Centro Ricerche Eni di Bolgiano, cuore della ricerca sui green fuels ad alte prestazioni.Il premio sarà erogato da Eni per un valore massimo complessivo di Euro 10.000 (Euro diecimila/00).
  • 1 pacchetto di lezioni di guida sicura personalizzati, base e advanced più corso specifico guida vetture elettriche, della durata di due giorni presso Autodromo di Vallelunga (pernottamento e vitto compresi) erogato da ACI per un valore massimo complessivo di Euro 10.000 (Euro diecimila/00)
  • 1 abbonamento a “Rivista Energia” della durata di un 1 anno erogato da Rivista Energia.
Ai vincitori del contest la Maker Faire Rome assegnerà uno spazio espositivo gratuito per la presentazione del progetto durante l’evento.

Come partecipare
Per partecipare al Contest è necessario sottoporre la candidatura, entro il 15 novembre 2017 all’indirizzo 
https://makers.makerfairerome.eu/my-sustainable-city
progetti presentati alla Call for Makers 2017 di Maker Faire Rome partecipano di diritto al contest.

Leggi il  Regolamento contest My Sustainable City:
www.makerfairerome.eu/wp-content/uploads/2017/10/regolamento_contest_my_city.pdf

Proponi il tuo progetto entro il 15 novembre:
https://makers.makerfairerome.eu/my-sustainable-city

…registrandoti alla Call for Makers il tuo progetto potrà essere selezionato per esporre a Maker Faire Rome 2017 gratuitamente anche se non sarai selezionato per il contest. 


Copyright © CorrieredelWeb.it 

Economia circolare, sostenibilità ambientale, transizione energetica e mobilità sostenibile. La Green Economy in 10 punti

Prima giornata degli Stati Generali della Green Economy 2017.

Ecco il decalogo per una transizione alla green economy.

Per facilitare questo percorso green, proposto un Fondo nazionale per la transizione energetica 
alimentato con misure di carbon pricing, un rapido recepimento delle direttive circular economy, lo sblocco del mercato dei prodotti riciclati, uno stop ad auto diesel e benzina per il 2030.

Rimini, 7 novembre 2017
 - Un decalogo verde per mettere l’Italia sulla strada della transizione alla green economy attraverso un programma di azioni che rendano più “verde” il Paese. Il Programma per la transizione alla green economy articolato in 10 proposte ed elaborato dal Consiglio Nazionale della Green Economy (formato da 66 organizzazioni di imprese della green economy italiana), è stato presentato e sottoposto all’attenzione dei politici nella giornata inaugurale degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto della Fondazione Sviluppo Sostenibile, in corso a Rimini all’interno di Ecomondo. 


La green economy in Italia è una realtà consistente, il 42% delle imprese è collocabile nella green economy e ce ne sono 5.000 solo nella gestione dei rifiuti. Il decalogo verde dovrà offrire gli strumenti per affrontare le principali tematiche della nostra epoca. I 10 capitoli sono: l’inserimento della green economy tra le priorità dell’agenda parlamentare e di governo, il clima, l’economia circolare, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile, l’agricoltura sostenibile, la qualità ecologica delle imprese italiane, il capitale naturale, le risorse idriche, l’efficacia delle politiche pubbliche.


“Gli Stati Generali della Green Economy sono un’iniziativa che il Ministero dell’Ambiente sostiene e promuove dalla sua nascita – afferma il Ministro Gian Luca Galletti - perché rappresenta una grande occasione di confronto e una privilegiata sede di analisi e proposte per l’Italia del futuro. Qui cresce e trova alimento la cultura dell’ambiente come motore di sviluppo globale per la società italiana. Questa è anche la mia visione dell’Italia del domani, questa è la visione degli “Stati Generali”. Dialoghiamo su misure, progetti, programmi, interventi ma abbiamo tutti un obiettivo comune: sostenere e far crescere la green economy, e attraverso essa, far crescere il paese”. 


La consapevolezza delle sfide della nostra epoca, l’importanza decisiva della transizione alla green economy per affrontarle e l’impegno per le misure per attuarle devono essere – ha dichiarato Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy – criteri fondamentali per valutare le proposte politiche e valutare se siano all’altezza dei tempi o inadeguate. Lo sviluppo di una green economy è importante per cogliere le grandi potenzialità green dell’Italia e assicurare uno sviluppo sostenibile, con maggiore occupazione e un miglior benessere”. 


Ecco le 10 proposte
1. Inserire la transizione alla green economy fra le priorità dell’agenda parlamentare e di governoUna larga maggioranza di cittadini - il 58% - è abbastanza o molto informato sulla green economy e ben il 70% attribuisce importanza alle politiche pubbliche per l’attuazione delle misure di green economy. Nella graduatoria che fanno i cittadini degli elementi trainanti per lo sviluppo locale, la green economy sta nel gruppo di testa poco dietro la filiera agroalimentare, l’imprenditoria giovanile e il turismo, ma molto avanti rispetto alla manifattura e anche alle nuove tecnologie (Indagine condotta da Demetra opinioni e coordinata da Ketty Vaccaro del Censis-2017). 

2. Fare della sfida climatica l’occasione per rinnovare il sistema energetico, rilanciando le rinnovabili e l’efficienzaL’Italia deve definire un quadro strategico a medio e lungo termine chiaro e coerente, puntando a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e di oltre l’80% al 2050 rispetto al 1990 e raddoppiare il contributo delle rinnovabili al 2030 attraverso l’istituzione di un Fondo nazionale per la transizione energetica alimentato con misure di carbon pricing, compresa una carbon tax progressiva. 
L’Italia è uno dei Paesi europei più esposti ai rischi del cambiamento climatico e ha un interesse strategico alla riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Quando servirebbe accelerare il passo in questo settore, l’Italia sta rallentando nelle politiche per il clima: le emissioni di gas serra nel 2015 sono aumentate (+2,8%), per il 2016 non ci sono ancora dati definitivi ma stime di un lieve calo. Gli investimenti nelle rinnovabili sono dimezzati negli ultimi 4 anni: da 3,6 Mld nel 2013 a soli 1,7 Mld nel 2016. Nei primi 8 mesi del 2017 la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è scesa ancora del 5% rispetto al 2016. Le emissioni specifiche di CO2 per KWh, dopo essere calate per molti anni, hanno ripreso a crescere.

3. Puntare sull’economia circolare per superare il modello lineare di spreco e alto consumo di risorsePer ottenere questo risultato occorre recepire rapidamente il pacchetto economia circolare e rifiuti, incentivare la riduzione della produzione di rifiuti, migliorare la riciclabilità dei prodotti e svilupparne il mercato, rendere residuali incenerimento e discarica.
Nel 2016 la raccolta differenziata dei rifiuti urbani ha raggiunto il 52,5%. Il riciclo è al 47,7% e lo smaltimento in discarica è sceso al 25% con 7,4 Mton (la metà del 2010). Vi sono diverse Regioni che superano ormai il 60% di raccolta differenziata (Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna e Marche) ma ve ne sono 4 che sono ancora sotto il 35% (Sicilia, Molise, Calabria e Puglia). Nel 2016 gli imballaggi avviati al riciclo sono arrivati a 8,5 Mton pari al 67,1% (obiettivo UE 55%); la raccolta della frazione organica è cresciuta di 450 mila tonnellate ed è arrivata a 6,5 Mton. La forte crescita delle raccolte e del riciclo non è accompagnata da corrispondenti sbocchi di mercato con difficoltà in particolare per le plastiche e per la carta. 

4. Attivare un Piano nazionale per la rigenerazione urbana, supportato con gli strumenti e gli indirizzi della green economy 
Per raggiungere l’obiettivo, attivare percorsi diffusi di rigenerazione green delle città. Il Piano nazionale per la riqualificazione delle aree urbane degradate e il “bando periferie” hanno attivato progetti in 120 città per un importo totale di 2,1 miliardi. C’è un certo fermento di iniziative, ma se si confrontano le città italiane con altre città europee si registra, tuttavia, un certo ritardo. Per esempio, nessuna città italiana ha mai vinto o è stata inserita nella rosa dei finalisti dell’European Green Capital Award, istituito dalla Commissione Europea nel 2010. 

5. Far cambiare direzione alla mobilità urbana dando priorità nell’allocazione degli investimenti pubblici nelle infrastrutture in favore della mobilità urbana e prevedere divieto di immatricolazione per le auto diesel e benzina al 2030. 
L’Italia è fra i Paesi europei con il numero più alto di decessi prematuri annuali causati dall’inquinamento atmosferico: oltre 90.000, 1.500 per milione di abitanti. Sono migliorate le tecnologie, ma il traffico è rimasto elevato e le emissioni reali delle autovetture diesel e benzina sono risultate maggiori di quelle dichiarate. L’Italia è il Paese europeo con il tasso di motorizzazione privata più alto, con oltre 600 autoveicoli, a benzina e diesel, ogni 1000 abitanti.

6. Assicurare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, di qualità e multifunzionale fermando il consumo di suolo agricolo e con misure di adattamento al cambiamento climatico e promuovendo e tutelando l’agricoltura italiana orientata alla qualità e alla sicurezza.
L’Italia è il secondo esportatore di biologico al mondo, dopo gli USA, con 1,6 Mld di euro nel 2015. L’Italia è in testa anche per prodotti agroalimentari certificati nel 2016, con ben il 27,5% del totale europeo, davanti alla Francia con il 22,6%. La superficie agricola totale è diminuita negli ultimi 20 anni del 24% e l’aumento degli eventi climatici estremi (siccità e alluvioni) stanno recando danni rilevanti all’agricoltura.

7. Promuovere l’elevata qualità ecologica quale fattore decisivo per il successo delle imprese italiane attraverso una riforma della fiscalità in chiave green riallocando le agevolazioni dannose per l’ambiente, indirizzando meglio la digitalizzazione, al centro del Programma di Industria 4.0, per dare impulso allo sviluppo della green economy.
Le imprese della green economy in Italia hanno ormai un peso rilevante. Il 42% delle imprese italiane è collocabile nella green economy. 

8. Tutelare e valorizzare il capitale naturale e i servizi eco-sistemici come asset per la qualità del benessere e il futuro dell’economia. Il consumo di suolo va fermato. Il sistema delle aree protette ha un’estensione di 9,5 milioni di ettari, il 21% della superficie terrestre. L'Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità. Negli ultimi sessanta anni la superficie forestale nazionale si è triplicata, circa 11.1 milioni di ettari, il 37% del territorio nazionale. Dal 2012 gli incendi in Italia hanno bruciato 38 mila ettari di boschi all’anno, dal 1 gennaio al 25 ottobre 2017 c’è stata un’impennata con 135.323 ettari di boschi bruciati. Il consumo di suolo è passato dal 2,7% negli anni ’50 (8 mila km²) al 7,6% (23 mila km²) del 2016. 

9. Investire nella gestione delle acque per assicurare una risorsa strategica, per eliminare gli sprechi e ridurre i rischi di alluvioni. Promuovere il riutilizzo. L’estate 2017 è stata la seconda più calda dal 1800 con 2,5° sopra media, con un ammanco di pioggia del 40% rispetto al periodo 1971-2000 (CNR-ISAC). Nel 2015 è andato disperso il 38,2% dell’acqua potabile immessa nelle reti di distribuzione, con un peggioramento rispetto al 2012, quando era il 35,6% (ISTAT, Focus 2017). Il 22% delle condotte ha più di 50 anni. Il territorio italiano esposto a pericolosità elevata di alluvione è pari a 12 mila km² con 1,9 milioni di abitanti e a pericolosità media di 24 mila km² con 5,9 milioni di abitanti. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, tra il 1980 e il 2015 l'Italia ha subito danni per 65 miliardi di euro a causa di eventi climatici estremi. 

10. Rendere più efficaci le politiche pubblicheLa transizione alla green economy richiede impegnative e coerenti riforme e maggiore impegno delle amministrazioni pubbliche che devono operare, a tutti i livelli, con maggiore celerità ed efficacia. Il settore pubblico deve diventare un riferimento per le buone pratiche, le migliori tecniche e i migliori standard. Le pubbliche amministrazioni vanno qualificate e rafforzate, mobilitando e valorizzando le professionalità e le risorse migliori. Occorre rendere verdi tutti gli acquisti delle pubbliche amministrazioni, riconoscendo anche i costi e i benefici ambientali nella valutazione delle offerte più vantaggiose. Per affrontare le sfide impegnative di questa transizione occorre un maggiore impegno della ricerca pubblica, della formazione scolastica e universitaria e del supporto tecnico all’implementazione e alla diffusione dell’eco-innovazione. 

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