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giovedì 10 maggio 2018

Sostenibilità urbana: a Tor Bella Monaca “Mettiamoci in moto!” - Passeggiata animata per il quartiere nel quadro del progetto "Agente 0011" di ActionAid - Venerdì 11 maggio ore 16.30 Largo Mengaroni

A Tor Bella Monaca "Mettiamoci in moto!" per il quartiere

Passeggiata animata  alla scoperta del progetto di rigenerazione urbana ideato da studenti e cittadini nel quadro del progetto "Agente 0011"  di ActionAid

Venerdì 11 maggio ore 16.30 Largo Mengaroni

Roma, 10 maggio – Andare alla scoperta del proprio quartiere, ma soprattutto capire come poterlo trasformare in un luogo più bello e a disposizione di tutti i cittadini: sarà questo l'obiettivo di "Mettiamoci in moto", la passeggiata per le vie di Tor Bella Monaca organizzata dagli studenti dell'Istituto Amaldi, protagonisti del progetto Agente 0011, realizzato da ActionAid a Roma, in collaborazione con l'associazione culturale "El Chentro".

L'evento rappresenta il momento finale del percorso d'indagine territoriale e sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche dell'Agenda 2030 intrapreso a partire dallo scorso settembre dagli studenti dell'Amaldi.

Dopo aver effettuato una mappatura dei servizi presenti nel territorio, incontrato cittadini, istituzioni locali e diverse realtà  - come  il Centro Antiviolenza Marie Anne Erize, il CAS Grotte Celoni e il Gruppo Donne R5 - hanno elaborato il progetto  "Il sole a Tor Bella Monaca", che ha come obiettivo quello di attivare i cittadini per migliorare il luogo in cui vivono senza arrendersi al degrado e renderli consapevoli che hanno risorse e competenze da mettere a disposizione della comunità. 

Nello specifico, il progetto mira a riqualificare l'area verde interna agli edifici della zona R5 di Tor Bella Monaca, con la partecipazione di associazioni locali e degli abitanti del quartiere, in modo da renderla un nuovo luogo di svago e socializzazione aperto e sicuro per tutti.

Durante la passeggiata di venerdì 11 maggio, gli studenti dell'Amaldi illustreranno l'Agenda 2030, il progetto Agente 0011 e il percorso di alternanza scuola-lavoro seguito nell'ambito di questo percorso, attraverso brevi e divertenti scenette. 

Una volta giunti nella zona dell'R5 "Il sole a Tor bella monaca" sarà presentato alle istituzioni del Municipio VI.

"Siamo davvero felici che, tramite il progetto Agente 0011, gli studenti dell'Istituto Amaldi siano riusciti a coinvolgere tanti cittadini e realtà del quartiere in un'opera di riqualificazione urbana collettiva – dichiara Maria Sole Piccioli, Responsabile del progetto Agente 0011 di ActionAid Italia – Crediamo che Tor Bella Monaca sia un luogo speciale, che merita di essere valorizzato: ci auguriamo che le istituzioni locali supportino  l'avvio del progetto e che 'Il sole a Tor Bella Monaca' torni a brillare".

"Questa iniziativa è il momento finale di un percorso caratterizzato da studio, ascolto e dialogo con il territorio e con chi lo vive quotidianamente. E' un nuovo inizio, perché insieme agli studenti vogliamo riqualificare l'area verde del comparto R5 e sviluppare una palestra a cielo aperto per la comunità, attraverso un percorso inclusivo e il coinvolgimento di tutti i soggetti", dichiara Mario Cecchetti, Responsabile dell'associazione culturale El Chentro.

La passeggiata sarà accompagnata dalla musica de La murga Los Adoquines del CSOA Spartaco mentre, a  seguire, ci saranno dei laboratori didattici per bambini animati da CUBOLibro e Ass. Nacalaba/Lab. di Ceramiche. 

A raccontare l'iniziativa e il progetto comunitario ci sarà anche Gianluca Costantini, fumettista e influencer per i temi legati ai diritti umani.

Agente 0011 è un progetto nazionale co-finanziato dall'AICS – Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo nell'ambito del bando Educazione alla Cittadinanza Globale 2016 e implementato in altre 5 città – Catania, Milano, Napoli, Siracusa e Torino - per un totale di 60 classi di scuole secondarie di primo e secondo grado. 

L'obiettivo è quello di sensibilizzare e promuovere la comprensione critica e la mobilitazione della società civile sui temi dell'Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.


Per informazioni
Dipartimento Comunicazione ActionAid Italia
via Tevere, 20 - 00198 Roma Tel. +39 06 45200526
Gabriele Carchella, Addetto Stampa Tel. 0645200530  – Cell. 3497603724
Francesca De Santis, Local Media Relations Cell.3407202483
Loredana Rui, Referente progetto Agente0011 a Roma - 3491417080


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sabato 18 novembre 2017

Sviluppo sostenibile: Officinæ Verdi impegnata su 5 progetti europei, per un totale di 70 milioni di euro che coinvolgono Italia



Horizon 2020, Officinæ Verdi coordina il nuovo progetto RezBuild: edifici a impatto zero


L'azienda green economy impegnata sul fronte Europeo con 5 progetti finanziati dalla Commissione Europea che coinvolgono da vicino l'Italia, per un totale di 70 milioni

Trento, Genova, Venezia sono 3 città italiane con in comune un futuro smart. Protagoniste, insieme ad altre 8 in tutta Europa, dei progetti Horizon 2020 che vedono coinvolta l'expertise di Officinæ Verdi come advisor tecnico-finanziario, mettendo in campo le sue competenze ed esperienza in ambito smart city, innovazione ed efficienza energetica a 360°. 

OV mette dunque in campo l'applicazione di strumenti finanziari e di business model innovativi nonché metodologie e strumenti all'avanguardia in ambito di pianificazione, realizzazione e gestione delle opere quali il metodo BIM e piattaforme IOT.

70 milioni stanziati, 11 i Paesi coinvolti come sede dei progetti:
·         REZBUILD (Italia, Spagna, Norvegia)
·         STARDUST (Italia, Norvegia, Spagna)
·         REMOURBAN (Spagna, UK, Turchia, Belgio, Ungheria)
·         R2CITIES (Italia, Turchia, Spagna)
·         TRUSTEPC (Croazia, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna)


RezBuild, progetto da 9 milioni di euro in 4 anni avviato nel mese di Ottobre, svilupperà tecnologie e metodologie innovative per la ristrutturazione di edifici civili con l'obiettivo NZEB (Near Zero Energy Buildings): edifici dunque a impatto zero dal punto di vista energetico. 

Interventi di retrofit verranno realizzati su 3 edifici civili localizzati nelle città di Oslo, Madrid e Venezia. 

Riduzione del 60% dei consumi, del 30% dei tempi di realizzazione e 12 anni di payback period: questi gli obiettivi di RezBuild, di cui Officinæ Verdi è coordinatore. 

OV si occuperà inoltre di progettare secondo il metodo BIM l'esecuzione dei retrofit, di monitorare le performances degli interventi per mezzo della piattaforma IOT sviluppata da Maetrics (operating company OV Group) ed infine di assicurare il pay back period degli interventi per mezzo della realizzazione di business plan innovativi.


Anche il nuovo progetto Smart City Stardust è stato avviato nel mese di Ottobre: 20 milioni e 5 anni di tempo per intervenire su distretti selezionati delle città di Trento, Pamplona e Tampere in ottica Smart City. 

Gli interventi previsti vanno dall'efficientamento energetico di edifici ad alti consumi, agli interventi di smart mobility (trasporto pubblico e privato elettrico e ibrido) e all'implementazione di piattaforme ICT, piattaforme intelligenti per la gestione urbana. 

Ben 5 le città follower, quelle cioè che studieranno e seguiranno l'evoluzione dei progetti nelle lighthouse cities per replicarne, senza i fondi Horizon2020, gli interventi.


Si avvia intanto alla conclusione R2Cities, progetto Smart Cities da 15 milioni partito nel 2014. 

Gli interventi progettati sono stati realizzati nelle città di Istanbul (Turchia), Valladolid (Spagna) e Genova (Italia) e si sta avviando la fase di monitoraggio per verificarne le performance. 

Il sito di Genova – Pegli 3, le cosiddette "Lavatrici" spesso definite come ecomostro di edilizia popolare, è al centro dell'attività di OV Group sul progetto come advisor finanziario, nella costruzione del business plan degli interventi che mirano a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 50% e delle emissioni di gas serra, con interventi strutturali e l'uso di tecnologie innovative a basso impatto economico.


Ancora un anno invece alla conclusione di RemoUrban (24 milioni), che ha l'obiettivo di sviluppare un Modello Sostenibile di Rigenerazione Urbana, per offrire un approccio integrato e accelerare così la trasformazione di aree urbane in luoghi di progresso sociale ed ecologico, vere e proprie Smart Cities integrate nell'ambiente. 

OV Group è attivo come unico financial advisor del consorzio, con la pianificazione strategica degli interventi e la costruzione del business model. 

I cantieri nelle città di Valladolid (Spagna), Nottingham (UK) e Tepebasi Eskisehir (Turchia) sono in corso, e proprio nell'ambito del progetto, a marzo scorso è stato firmato il Cooperation Manifesto, un accordo formale di cooperazione per sancire l'impegno comune verso la realizzazione di spazi urbani efficienti e low-carbon. 

Una cooperazione che è già realtà nella community dei Progetti pilota, ma rappresenta con l'ufficializzazione un passo avanti cruciale negli sforzi dell'Ue di ottimizzarne i risultati e diffonderli oltre la contingenza dei progetti stessi.

Trust EPC South, (2 milioni) a differenza degli altri, non lavora su luoghi fisici ma ha lo scopo di creare un tool di analisi di sostenibilità finanziaria e ambientale. 

Mira alla diffusione dello strumento EPC (Energy Performance Contracting) per consolidare il mercato dell'efficienza energetica ed  incrementare la partnership pubblico-privata. 

Si dà maggiore spazio al ruolo delle Esco, maggiori rassicurazioni per i finanziatori in interventi energy efficiency, dando previsioni di profitto e rientro degli investimenti sul medio e lungo termine. 

Il progetto sta vivendo i mesi conclusivi con i test su progetti pilota e il ruolo di OV, ESCo certificata, è stato principalmente a supporto del Consorzio come advisory finanziario nella definizione delle specifiche del Green Rating tool elaborato nel corso del progetto.



Officinæ Verdi Group (OV Group®), nato da UniCredit in partnership con la Fondazione WWF Italia, è la piattaforma di riferimento per lo sviluppo di innovazioni nella green & circular economy e per l'abilitazione di investimenti con il supporto di fondi e partner bancari. 

 Dal 2013 al 2016, le sole operazioni su progetti green energy ed efficiency – main stream del Gruppo - hanno portato ad una riduzione di 897.300 t CO2, mentre in termini di impatto sociale, i progetti e le attività hanno generato 6.510 opportunità di lavoro "greenjobs" dirette ed indirette. 

Numeri importanti con una visione di medio lungo termine orientata alla massimizzazione di impiego di nuove tecnologie a basso costo in tutti i campi della green e circular economy (energy, agriculture & water, nanotech, digital IoT).


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martedì 7 novembre 2017

Economia circolare, sostenibilità ambientale, transizione energetica e mobilità sostenibile. La Green Economy in 10 punti

Prima giornata degli Stati Generali della Green Economy 2017.

Ecco il decalogo per una transizione alla green economy.

Per facilitare questo percorso green, proposto un Fondo nazionale per la transizione energetica 
alimentato con misure di carbon pricing, un rapido recepimento delle direttive circular economy, lo sblocco del mercato dei prodotti riciclati, uno stop ad auto diesel e benzina per il 2030.

Rimini, 7 novembre 2017
 - Un decalogo verde per mettere l’Italia sulla strada della transizione alla green economy attraverso un programma di azioni che rendano più “verde” il Paese. Il Programma per la transizione alla green economy articolato in 10 proposte ed elaborato dal Consiglio Nazionale della Green Economy (formato da 66 organizzazioni di imprese della green economy italiana), è stato presentato e sottoposto all’attenzione dei politici nella giornata inaugurale degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto della Fondazione Sviluppo Sostenibile, in corso a Rimini all’interno di Ecomondo. 


La green economy in Italia è una realtà consistente, il 42% delle imprese è collocabile nella green economy e ce ne sono 5.000 solo nella gestione dei rifiuti. Il decalogo verde dovrà offrire gli strumenti per affrontare le principali tematiche della nostra epoca. I 10 capitoli sono: l’inserimento della green economy tra le priorità dell’agenda parlamentare e di governo, il clima, l’economia circolare, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile, l’agricoltura sostenibile, la qualità ecologica delle imprese italiane, il capitale naturale, le risorse idriche, l’efficacia delle politiche pubbliche.


“Gli Stati Generali della Green Economy sono un’iniziativa che il Ministero dell’Ambiente sostiene e promuove dalla sua nascita – afferma il Ministro Gian Luca Galletti - perché rappresenta una grande occasione di confronto e una privilegiata sede di analisi e proposte per l’Italia del futuro. Qui cresce e trova alimento la cultura dell’ambiente come motore di sviluppo globale per la società italiana. Questa è anche la mia visione dell’Italia del domani, questa è la visione degli “Stati Generali”. Dialoghiamo su misure, progetti, programmi, interventi ma abbiamo tutti un obiettivo comune: sostenere e far crescere la green economy, e attraverso essa, far crescere il paese”. 


“La consapevolezza delle sfide della nostra epoca, l’importanza decisiva della transizione alla green economy per affrontarle e l’impegno per le misure per attuarle devono essere – ha dichiarato Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy – criteri fondamentali per valutare le proposte politiche e valutare se siano all’altezza dei tempi o inadeguate. Lo sviluppo di una green economy è importante per cogliere le grandi potenzialità green dell’Italia e assicurare uno sviluppo sostenibile, con maggiore occupazione e un miglior benessere”. 


Ecco le 10 proposte
1. Inserire la transizione alla green economy fra le priorità dell’agenda parlamentare e di governoUna larga maggioranza di cittadini - il 58% - è abbastanza o molto informato sulla green economy e ben il 70% attribuisce importanza alle politiche pubbliche per l’attuazione delle misure di green economy. Nella graduatoria che fanno i cittadini degli elementi trainanti per lo sviluppo locale, la green economy sta nel gruppo di testa poco dietro la filiera agroalimentare, l’imprenditoria giovanile e il turismo, ma molto avanti rispetto alla manifattura e anche alle nuove tecnologie (Indagine condotta da Demetra opinioni e coordinata da Ketty Vaccaro del Censis-2017). 

2. Fare della sfida climatica l’occasione per rinnovare il sistema energetico, rilanciando le rinnovabili e l’efficienzaL’Italia deve definire un quadro strategico a medio e lungo termine chiaro e coerente, puntando a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e di oltre l’80% al 2050 rispetto al 1990 e raddoppiare il contributo delle rinnovabili al 2030 attraverso l’istituzione di un Fondo nazionale per la transizione energetica alimentato con misure di carbon pricing, compresa una carbon tax progressiva. 
L’Italia è uno dei Paesi europei più esposti ai rischi del cambiamento climatico e ha un interesse strategico alla riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Quando servirebbe accelerare il passo in questo settore, l’Italia sta rallentando nelle politiche per il clima: le emissioni di gas serra nel 2015 sono aumentate (+2,8%), per il 2016 non ci sono ancora dati definitivi ma stime di un lieve calo. Gli investimenti nelle rinnovabili sono dimezzati negli ultimi 4 anni: da 3,6 Mld nel 2013 a soli 1,7 Mld nel 2016. Nei primi 8 mesi del 2017 la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è scesa ancora del 5% rispetto al 2016. Le emissioni specifiche di CO2 per KWh, dopo essere calate per molti anni, hanno ripreso a crescere.

3. Puntare sull’economia circolare per superare il modello lineare di spreco e alto consumo di risorsePer ottenere questo risultato occorre recepire rapidamente il pacchetto economia circolare e rifiuti, incentivare la riduzione della produzione di rifiuti, migliorare la riciclabilità dei prodotti e svilupparne il mercato, rendere residuali incenerimento e discarica.
Nel 2016 la raccolta differenziata dei rifiuti urbani ha raggiunto il 52,5%. Il riciclo è al 47,7% e lo smaltimento in discarica è sceso al 25% con 7,4 Mton (la metà del 2010). Vi sono diverse Regioni che superano ormai il 60% di raccolta differenziata (Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna e Marche) ma ve ne sono 4 che sono ancora sotto il 35% (Sicilia, Molise, Calabria e Puglia). Nel 2016 gli imballaggi avviati al riciclo sono arrivati a 8,5 Mton pari al 67,1% (obiettivo UE 55%); la raccolta della frazione organica è cresciuta di 450 mila tonnellate ed è arrivata a 6,5 Mton. La forte crescita delle raccolte e del riciclo non è accompagnata da corrispondenti sbocchi di mercato con difficoltà in particolare per le plastiche e per la carta. 

4. Attivare un Piano nazionale per la rigenerazione urbana, supportato con gli strumenti e gli indirizzi della green economy 
Per raggiungere l’obiettivo, attivare percorsi diffusi di rigenerazione green delle città. Il Piano nazionale per la riqualificazione delle aree urbane degradate e il “bando periferie” hanno attivato progetti in 120 città per un importo totale di 2,1 miliardi. C’è un certo fermento di iniziative, ma se si confrontano le città italiane con altre città europee si registra, tuttavia, un certo ritardo. Per esempio, nessuna città italiana ha mai vinto o è stata inserita nella rosa dei finalisti dell’European Green Capital Award, istituito dalla Commissione Europea nel 2010. 

5. Far cambiare direzione alla mobilità urbana dando priorità nell’allocazione degli investimenti pubblici nelle infrastrutture in favore della mobilità urbana e prevedere divieto di immatricolazione per le auto diesel e benzina al 2030. 
L’Italia è fra i Paesi europei con il numero più alto di decessi prematuri annuali causati dall’inquinamento atmosferico: oltre 90.000, 1.500 per milione di abitanti. Sono migliorate le tecnologie, ma il traffico è rimasto elevato e le emissioni reali delle autovetture diesel e benzina sono risultate maggiori di quelle dichiarate. L’Italia è il Paese europeo con il tasso di motorizzazione privata più alto, con oltre 600 autoveicoli, a benzina e diesel, ogni 1000 abitanti.

6. Assicurare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, di qualità e multifunzionale fermando il consumo di suolo agricolo e con misure di adattamento al cambiamento climatico e promuovendo e tutelando l’agricoltura italiana orientata alla qualità e alla sicurezza.
L’Italia è il secondo esportatore di biologico al mondo, dopo gli USA, con 1,6 Mld di euro nel 2015. L’Italia è in testa anche per prodotti agroalimentari certificati nel 2016, con ben il 27,5% del totale europeo, davanti alla Francia con il 22,6%. La superficie agricola totale è diminuita negli ultimi 20 anni del 24% e l’aumento degli eventi climatici estremi (siccità e alluvioni) stanno recando danni rilevanti all’agricoltura.

7. Promuovere l’elevata qualità ecologica quale fattore decisivo per il successo delle imprese italiane attraverso una riforma della fiscalità in chiave green riallocando le agevolazioni dannose per l’ambiente, indirizzando meglio la digitalizzazione, al centro del Programma di Industria 4.0, per dare impulso allo sviluppo della green economy.
Le imprese della green economy in Italia hanno ormai un peso rilevante. Il 42% delle imprese italiane è collocabile nella green economy. 

8. Tutelare e valorizzare il capitale naturale e i servizi eco-sistemici come asset per la qualità del benessere e il futuro dell’economia. Il consumo di suolo va fermato. Il sistema delle aree protette ha un’estensione di 9,5 milioni di ettari, il 21% della superficie terrestre. L'Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità. Negli ultimi sessanta anni la superficie forestale nazionale si è triplicata, circa 11.1 milioni di ettari, il 37% del territorio nazionale. Dal 2012 gli incendi in Italia hanno bruciato 38 mila ettari di boschi all’anno, dal 1 gennaio al 25 ottobre 2017 c’è stata un’impennata con 135.323 ettari di boschi bruciati. Il consumo di suolo è passato dal 2,7% negli anni ’50 (8 mila km²) al 7,6% (23 mila km²) del 2016. 

9. Investire nella gestione delle acque per assicurare una risorsa strategica, per eliminare gli sprechi e ridurre i rischi di alluvioni. Promuovere il riutilizzo. L’estate 2017 è stata la seconda più calda dal 1800 con 2,5° sopra media, con un ammanco di pioggia del 40% rispetto al periodo 1971-2000 (CNR-ISAC). Nel 2015 è andato disperso il 38,2% dell’acqua potabile immessa nelle reti di distribuzione, con un peggioramento rispetto al 2012, quando era il 35,6% (ISTAT, Focus 2017). Il 22% delle condotte ha più di 50 anni. Il territorio italiano esposto a pericolosità elevata di alluvione è pari a 12 mila km² con 1,9 milioni di abitanti e a pericolosità media di 24 mila km² con 5,9 milioni di abitanti. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, tra il 1980 e il 2015 l'Italia ha subito danni per 65 miliardi di euro a causa di eventi climatici estremi. 

10. Rendere più efficaci le politiche pubblicheLa transizione alla green economy richiede impegnative e coerenti riforme e maggiore impegno delle amministrazioni pubbliche che devono operare, a tutti i livelli, con maggiore celerità ed efficacia. Il settore pubblico deve diventare un riferimento per le buone pratiche, le migliori tecniche e i migliori standard. Le pubbliche amministrazioni vanno qualificate e rafforzate, mobilitando e valorizzando le professionalità e le risorse migliori. Occorre rendere verdi tutti gli acquisti delle pubbliche amministrazioni, riconoscendo anche i costi e i benefici ambientali nella valutazione delle offerte più vantaggiose. Per affrontare le sfide impegnative di questa transizione occorre un maggiore impegno della ricerca pubblica, della formazione scolastica e universitaria e del supporto tecnico all’implementazione e alla diffusione dell’eco-innovazione. 

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