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giovedì 8 ottobre 2009

Gli “acquisti verdi” della Pubblica Amministrazione. a “COMPRAVERDE BUY GREEN 2009”

Durante la Fiera “COMPRAVERDE BUY GREEN 2009” (www.forumcompraverde.it) che si svolgerà presso la fiera di Cremona dall’8 al 10 ottobre la PALM s.p.a. ospita e presenta uno spazio e un modello di nuova esposizione sostenibile: i partner, i competitor, i clienti, le aziende e le associazioni che hanno aderito al percorso tracciato da una economia sempre più “verde”, anche negli acquisti, si presentano insieme, realmente solidali con i principi della salvaguardia della salute dell’ambiente e del consumatore.

Un modello e un modulo di esposizione per ciascun azienda, studiato e realizzato con i green pallet della promotrice dell’idea, la PALM spa, caratterizza un originale spazio di conoscenza e relazione per presentare le migliori pratiche che queste aziende realizzano per una significativa razionalizzazione delle risorse impiegate per la realizzazione e la movimentazione delle merci.

Una catena di azioni e pratiche che coinvolgono tutti gli attori e tutto il contesto: dal bosco durante l’approvvigionamento di legname certificato FSC e/o PEFC, fino al prodotto e alle comunicazione diretta al consumatore finale, sia questo la Pubblica Amministrazione, che il fruitore finale.

Le aziende presenti sono Sabox, Gava, Ferred s.r.l., TianFashion, tutte aziende che offrono prodotti e servizi per gli “acquisti verdi” della Pubblica Amministrazione.

In occasione della fiera sarà anche presenta la menzione speciale che la Consip ha riconosciuto, all’interno del premio GGP alla PALM Spa per il riconoscimento delle virtuose pratiche ambientali adottate; peraltro Palm è stata l’unica azienda italiana premiata.

L’impegno dell’azienda in tale direzione è inoltre testimoniato attraverso il processo che ha portato ad accompagnare i propri prodotti con le etichette ambientali dell’Assoscai.

Continua dunque la PALM ad ampliare le applicazioni e le opportunità di un pallet moderno, che può essere progettato per il suo scopo naturale in oltre 1200 modelli dal suo Centro di Sviluppo, ma che ora viene anche assemblato e aggregato in decine di modalità creative differenti. Nello spazio ristretto di una fiera infatti l’azienda produttrice rilancia ancora una volta le aspirazioni di un pallet che da semplice “base” delle merci è divenuto espositore, packaging e anche mobiletto contenitore.

L’azienda è decisa a continuare la strada di un concept di riutilizzo ed ecodesign che la vede oggi leader non solo nella produzione personalizzata di pallet per le esigenze logistiche delle imprese partner, ma anche nella capacità di stimolare il design a produrre nuove idee di assemblabilità dei pallet.

mercoledì 7 ottobre 2009

Energie rinnovabili ed economia


Energie rinnovabili ed economia


Roma, 7 ottobre 2009. Investire in energie rinnovabili ha effetti benefici in questa fase di crisi economica. Uno studio del Cer (Centro Europa Ricerche) dimostra che raggiungere il 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili porta ad un aumento di 6 punti del Pil, oltre ad avere un effetto positivo per l'ambiente, con la riduzione del 16% delle emissioni di gas serra. Michael McElroy, della Harvard University (Boston, Usa) ha effettuato studi sulla energia prodotta dal vento. Il ricercatore ha calcolato che pale eoliche istallate negli Usa, in aree non urbane e non forestali, potrebbero produrre energia elettrica pari a 40 volte il consumo mondiale di elettricita'. Secondo i suoi calcoli occorre una rete di pale da 2,5 megaWatt di potenza utilizzabili anche per il 20% della capacita' operativa. L'Italia si e' impegnata, a livello europeo, a raggiungere, nel 2020 (fra 11 anni) il 17% di energia da fonti rinnovabili. Quale migliore occasione per investire in fonti energetiche
alternative? Invece, si programmano centrali nucleari che, se va bene, saranno pronte tra 15 anni. La considerazione che le fonti non rinnovabili ( petrolio, carbone, gas, uranio, ecc.) non sono, appunto... rinnovabili, cioe' non possono essere utilizzate all'infinito, non fa capolino nelle menti dei nostri governanti.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc


COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

ENERPOINT PER ABRUZZO: 5 MWp FOTOVOLTAICI SUI TETTI DE L'AQUILA.


Da Enerpoint, Sharp e Leasint 5 MWp fotovoltaici
sui tetti delle nuove case di L'Aquila

Enerpoint guiderà l'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei nuovi edifici residenziali di L'Aquila, città destinata a diventare un esempio virtuoso a livello mondiale.

Enerpoint S.p.A., capofila del Raggruppamento Temporaneo d'Impresa creato con Enerpoint Energy S.r.l. e Troiani & Ciarrocchi S.r.l. di Monteprandone (AP), si è aggiudicata la gara per l'utilizzo dei tetti dei nuovi edifici in costruzione a L'Aquila destinati alle persone rimaste senza casa in seguito al terremoto del 6 aprile scorso.

La gara, che prevede la realizzazione e la relativa gestione degli impianti fotovoltaici, porterà all'installazione di circa 5 MWp distribuiti sui tetti di 180 edifici in costruzione. Le nuove strutture abitative accoglieranno circa 15.000 persone grazie agli oltre 4500 appartamenti previsti.

A progetto completato i nuovi quartieri di L'Aquila costituiranno il sito residenziale con la più alta densità di impianti fotovoltaici d'Europa.

La gara è stata istituita dal "Progetto for C.A.S.E.", consorzio incaricato della costruzione di "Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili" nel comune di L'Aquila come risposta immediata all'emergenza terremoto.

Le costruzioni sono state realizzate seguendo due criteri principali: innovazione tecnologica e risparmio energetico da un lato, e protezione dai terremoti dall'altro.

Gli impianti fotovoltaici verranno realizzati tra ottobre 2009 e l'inizio del nuovo anno con i nuovi moduli Sharp da 235 Wp al silicio monocristallino ad alta efficienza.

Il progetto di solarizzazione degli edifici è reso possibile grazie ad un finanziamento in leasing di 180 mesi stipulato con Leasint, società appartenente al Gruppo Intesa Sanpaolo.

"Enerpoint" rileva il Presidente di Enerpoint, Paolo Rocco Viscontini, "è orgogliosa di partecipare attivamente a un progetto così importante e ambizioso. E' anche il segnale che la tecnologia fotovoltaica sta diventando una "buona abitudine" in sempre più occasioni."

"A parte l'indubbio valore simbolico e sociale del progetto di ricostruzione sostenibile delle case distrutte dal terremoto", ha aggiunto Aldo Meneghelli, Amministratore delegato di Sharp Electronics Italia, "vorrei sottolineare il fatto che i nuovi quartieri de L'Aquila costituiranno il sito residenziale con la più alta densità di impianti fotovoltaici d'Europa: una bella soddisfazione per un Paese considerato in ritardo sulle rinnovabili ma che sta recentemente recuperando il tempo perduto".

"Leasint dal canto suo – afferma il Direttore Generale Edoardo Bacis - ha da tempo identificato la necessità improrogabile di investire in impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e siamo stati veramente lieti di partecipare ad un progetto così innovativo, che ci auguriamo contribuisca al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti dell'Aquila. Anche così cerchiamo di svolgere il nostro ruolo di azienda al servizio del Paese".




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"THE END OF THE LINE" IN ITALIA - PROMOSSO DAL WWF IL FILM SULLA CRISI DELLA BIODIVERSITA' NEI MARI


"THE END OF THE LINE" IN ITALIA

PROMOSSO DAL WWF

IL FILM SULLA CRISI DELLA BIODIVERSITA' NEI MARI

Dopo essere stato presentato al Sundance Film Festival lo scorso gennaio, arriva per la prima volta in Italia "The End of the Line", che tradotto vuol dire "il capolinea", ma per un intelligente gioco di parole, anche "la fine della lenza". Il film sarà proiettato il 17 e 18 ottobre, presso Villa Medici nell'ambito del Focus dedicato all'Ambiente all'interno del Festival Internazionale del Film di Roma.

The End of the line è un film indipendente, prodotto con il supporto tecnico, e in parte finanziario, del WWF, che lancia l'allarme sulla crisi degli oceani dovuta alla pesca eccessiva. Oltre ad essere un'opera cinematografica il film ha l'intento di informare il grande pubblico sugli aspetti più sconosciuti del consumo insostenibile delle risorse naturali. Il WWF ha voluto promuovere quest'opera nel mondo, e nei prossimi giorni anche all'interno di una delle più prestigiose rassegne cinematografiche, poiché la forza delle immagini e delle storie raccontate sono in grado di indirizzare le scelte dei cittadini/consumatori verso scelte più consapevoli delle risorse del mare. Infatti, in occasione delle due serate romane di proiezione, il WWF organizzerà dei punti informativi per il pubblico distribuendo speciali guide "Sai che pesci pigliare" utili ad un consumo sostenibile dei prodotti della pesca.

The End of the Line - già selezionato per partecipare al World Cinema Documentary competition, recentemente mostrato al Parlamento Europeo – indica i network di aree marine protette efficacemente gestite, la gestione ecosistemica della pesca, e il consumo di pesce sostenibile come le soluzioni al problema dell'eccessivo sfruttamento degli oceani da parte della pesca. Il film è tratto dal libro The End of the Line, di Charles Clover, Environment Editor del quotidiano inglese The Daily Telegraph. Il regista Rupert Murray.

"Il lancio di The End of the Line ci da l'opportunità di far conoscere il problema della pesca eccessiva, dell'overfishing, al vasto pubblico. Oltre a raccontare cosa sta realmente accadendo in mare, ci permette di promuovere soluzioni. Non fare nulla è, a questo punto, un vero danno"." afferma Marco Costantini, responsabile Programma Mare del WWF Italia - "Dato che nessuno conosce lo stato di sfruttamento dei nostri mari, ci auguriamo che questo film faccia breccia in Italia e spinga sempre più verso un consumo sostenibile del pesce".

Il WWF ha fornito o suggerito esperti nella fase di realizzazione e ha anche indicato aree del mondo in cui lo sfruttamento della pesca ha raggiunto livelli intollerabili per l'uomo e per la natura, come ad esempio, la 'nuova frontiera' del Senegal dove opera anche il WWF Italia con un progetto focalizzato su aree marine protette e pesca, oppure in Giappone, principale responsabile del collasso commerciale del tonno rosso, per mostrare il mercato sconsiderato legato al commercio di questa specie nel Mediterraneo.

"La pesca eccessiva è tra le minacce principali per gli oceani, e il film mostra più e più esempi di sfruttamento totalmente indiscriminato delle risorse ittiche, dal caso del tonno rosso, al collasso del merluzzo atlantico, fino alle catture accessorie di specie eduli, ma che vengono gettate in massa in mare perché con scarso valore commerciale, la tragedia del bycatch."aggiunge Costantini "ma non solo: nel film si scoprono quelle relazioni causa/effetto tra il più globale problema dei cambiamenti climatici, che caratterizza fra l'altro il tema del Focus del Festival di quest'anno, e lo sfruttamento delle risorse ittiche. Sappiamo, infatti, che l'impatto di tali cambiamenti avrà un maggiore effetto sulle risorse marine in una condizione di squilibrio e sovrasfruttamento degli oceani".

Il film racconta poi quanto sia importante operare in maniera congiunta nel settore della pesca e del consumo dei prodotti ittici. A livello globale, il settore della pesca mostra casi eclatanti di volontà di soluzione dei problemi e di responsabilizzazione. Il consumo sostenibile di pesce è il primo grande passo da fare per promuovere una sostenibilità nell'uso delle risorse ittiche non solo nei mari limitrofi al consumatore, ma anche per operare secondo un approccio globale, dato che globale è ormai la circolazione, il mercato, del pesce.

Roma, 7 ottobre 2009

Ufficio stampa WWF Italia : 06.84497377 – 265 – 213 – 463

Il sito del WWF Italia : www.wwf..it/stampa

Il sito del film: http://endoftheline.com/

Il Focus sull'ambiente, in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma, è promosso dall'Ambasciata Britannica, il British Council, la FAO, Greenpeace, Legambiente e WWF, la Fondazione Sigma-Tau.

ECODOM: SUI RAEE REGOLE BEN DEFINITE DAL GOVERNO


ECODOM CHIEDE AL GOVERNO REGOLE BEN DEFINITE
PER IL SISTEMA RAEE
Il più importante Sistema Collettivo italiano interviene al Convegno della Fondazione Fare Futuro sul tema "L'Italia e la green economy: gestione e recupero dei rifiuti come green business"

Roma, 7 ottobre 2009 – A distanza di due anni dall'entrata in vigore del nuovo sistema RAEE, la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici sta crescendo sempre di più: Ecodom, che nel 2008 ha trattato 30.573 tonnellate di RAEE, conta di gestirne oltre 70.000 nel 2009 e 100.000 nel 2010. Sono i risultati presentati oggi da Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom, intervenuto al Convegno della Fondazione Fare Futuro sul tema "L'Italia e la green economy: gestione e recupero dei rifiuti come green business".

"Il bilancio della raccolta è positivo da quando i RAEE sono totalmente gestiti dai Sistemi Collettivi: con circa 3 kg di raccolta per abitante siamo vicini all'obiettivo nazionale di 4 kg fissato dal D.Lgs. 151" – afferma Giorgio Arienti Direttore Generale di Ecodom – "Purtroppo invece siamo ancora lontani dalla media europea, che si attesta intorno ai 7kg."

"Per stimolare tutta la filiera e incrementare la raccolta, è assolutamente necessario che il Governo si attivi per stabilire regole chiare e ben definite, entro cui possano muoversi i Sistemi Collettivi: definire in modo più chiaro cosa sia un Sistema Collettivo, consentendone solo ai Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e alle loro Associazioni di farne parte; obbligare in modo più forte i Sistemi Collettivi a far parte del Centro di Coordinamento RAEE e a rispettarne le regole" - continua Arienti – "Sono solo alcuni esempi, mutuati da esperienze internazionali che aiutano a mantenere l'equilibrio tra garanzia di servizio alla collettività e concorrenza."

Ecodom chiede al Ministero dell'Ambiente di emanare al più presto i Decreti necessari per garantire la piena operatività del sistema di riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici.

"Nonostante la normativa italiana non sia ancora completa, il sistema RAEE ha dimostrato di funzionare. Siamo certi che con la nomina del nuovo Comitato di Vigilanza e Controllo e con l'avvio di un sistema di controlli sul rispetto delle regole da parte degli attori della filiera i risultati miglioreranno ancora. Infine – conclude Arienti – attendiamo il decreto di semplificazione delle attività dei Distributori che renderà possibile il ritiro "uno contro uno": i cittadini potranno consegnare il proprio rifiuto ai negozianti quando acquisteranno un'apparecchiatura equivalente. Credo che questo decreto determinerà un aumento della quantità di RAEE gestite, consentendo così un incremento delle materie prime re-immesse sul mercato e una diminuzione dell'anidride carbonica rilasciata in atmosfera."

Ecodom nei primi 9 mesi del 2009, ha raccolto in tutta Italia circa 55.871 tonnellate di RAEE dei Raggruppamenti R1 (frigoriferi, condizionatori, scalda-acqua) ed R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe). Grazie al processo di trattamento realizzato dagli impianti selezionati da Ecodom, 994.800 tonnellate di anidride carbonica (CO2) non sono state immesse nell'atmosfera, e si è inoltre evitata la dispersione di una significativa quantità di gas che danneggiano lo strato di ozono.

Sempre secondo i dati analizzati da Ecodom, utilizzare le materie prime (ferro, alluminio, rame e plastica) ottenute dal riciclo di 55.871 tonnellate di RAEE comporta inoltre un risparmio energetico di circa 110 milioni di kWh rispetto a quanto occorrerebbe per ottenere le stesse quantità di materie prime "vergini".




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Fonte CorrieredelWeb.it L'informazione fuori e dentro la Rete.

martedì 6 ottobre 2009

Croci Presidente Club Citta' Bike Sharing

MOBILITA'. CROCI NOMINATO PRESIDENTE DEL CLUB DELLE CITTA' PER IL BIKE SHARING

Milano, 6 ottobre 2009 - Si è svolta questa mattina, al forum internazionale MobilityTech dedicato all'innovazione tecnologica per lo sviluppo della mobilità e il trasporto, l'assemblea annuale del "Club delle Città per il Bike Sharing". L'assemblea ha nominato nuovo presidente l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano, Edoardo Croci.
Il "Club delle Città per il Bike Sharing" (CCBS) è un'associazione senza fini di lucro, fondata nel marzo 2008, che ha tra i suoi scopi l'integrazione delle esperienze avviate dai comuni italiani nel campo delle politiche per la mobilità sostenibile e in particolare quelle riguardanti i servizi di bike sharing. L'associazione partecipa anche a progetti nazionali ed europei a favore dei suoi aderenti. Tra le città affiliate, Bari, Brescia, Modena, Parma, Pescara, Terni, Udine, Messina, Roma, Sevigliano e da oggi anche Milano. La partecipazione al club è aperta anche a province e regioni.

"Sono onorato di questa nomina – ha dichiarato l'assessore Croci –. Il Comune di Milano, con la positiva esperienza di BikeMi, può rappresentare un esempio anche per gli altri comuni italiani. Il sistema di bike sharing milanese sta riscuotendo un alto gradimento, con oltre 12.000 abbonamenti annuali e 500.000 prelievi totali".

"E' stato un anno proficuo perché il numero delle città italiane che hanno adottato il bike sharing è salito a quota 120 – ha aggiunto Antonio Decaro, assessore alla Mobilità Sostenibile del Comune di Bari e presidente uscente del CCBS -. Mi fa piacere che un comune del Sud, di centro–sinistra, passi il testimone a un comune del Nord, di centro–destra. Credo che Milano possa svolgere un ruolo importante per le altre città grazie alla sua esperienza che la colloca al primo posto in Italia per l'offerta del servizio".



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Consulta Anci, citta' e mobilita' sostenibile

CONSULTA ANCI, LE CITTA' A CONFRONTO SUL TEMA DELLA MOBILITA'

Milano, 6 ottobre 2009 - Si è riunita oggi a Milano, in occasione del forum internazionale MobilityTech, la consulta Anci per la mobilità sostenibile. Mobility Tech, la manifestazione dedicata all'innovazione nei sistemi di trasporto, è stata un'occasione di scambio e confronto fra le diverse esperienze che i comuni italiani hanno sviluppato nell'ambito della mobilità sostenibile.

La consulta Anci ha proposto, per febbraio 2010, una conferenza italiana sulla ciclabilità per dare una risposta alla tendenza sempre più diffusa dell'uso della bicicletta. La consulta ha dato mandato alla città di Padova di organizzare la conferenza.

"La consulta è un momento di ritrovo per i comuni che hanno bisogno di risposte chiare da parte del Governo per le risorse da dedicare alla mobilità delle città - ha dichiarato il Presidente di Anci e assessore alla Mobilità e Trasporti del Comune di Venezia Enrico Mingardi –. Servono risorse per dare risposte concrete alle esigenze di trasporto dei pendolari delle nostre città. I sistemi innovativi di trasporto, oltre a contribuire e migliorare la qualità ambientale delle nostre città, sono fondamentali per il loro progresso e per la loro competitività a livello nazionale".

"La riunione della consulta – ha aggiunto l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci - ha rappresentato un'opportunità di scambio di esperienze tra i comuni italiani per favorire lo sviluppo e il miglioramento dei sistemi di mobilità sostenibile".


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Redazione del CorrieredelWeb.it
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lunedì 5 ottobre 2009

MobilityTech. Milano puntamo su un sistema di trasporto pubblico integrato

MOBILITYTECH. MORATTI: "PUNTIAMO SU UN SISTEMA DI TRASPORTO PUBBLICO INTEGRATO"
Tajani: "Milano, un esempio per le città europee"

Milano, 5 ottobre 2009 – "La mobilità è un diritto, una condizione di libertà. Deve essere però una mobilità sostenibile. Per questo motivo stiamo puntando su un concetto nuovo, quello di trasporto pubblico integrato che fa della flessibilità il suo punto di forza".
Con queste parole il Sindaco Letizia Moratti ha aperto la sessione istituzionale, Stati Generali della Mobilità, piani e progetti per una città a impatto zero, della 4a edizione di MobilityTech, il Forum internazionale sull'innovazione tecnologica per lo sviluppo della mobilità e il trasporto. Al Milano Convention Centre, sede del Forum, erano presenti il commissario europeo ai Trasporti e vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente, Edoardo Croci, il presidente di Atm Elio Catania e Renato Mannheimer.
Il Sindaco ha poi spiegato alla platea, composta di amministratori locali provenienti da diversi comuni italiani e dagli operatori del settore, le iniziative e le misure intraprese per lo sviluppo del concetto di trasporto pubblico integrato: "Innanzitutto abbiamo potenziato la rete metropolitana milanese sia estendendo le tre linee già esistenti sia costruendo due nuove linee la M4 e la M5, raddoppiando così l'estensione del sistema metropolitano cittadino".
"In secondo luogo – ha proseguito Letizia Moratti - dall'ottobre 2007, abbiamo potenziato anche il trasporto pubblico di superficie con 1.000 corse e 10.000 posti a sedere in più. È stata inoltre rinnovata la flotta con 153 nuovi mezzi pubblici a basso impatto ambientale, tra autobus, filobus e tram con un investimento, in tre anni, pari a 1 miliardo di euro".
Rimanendo in tema di trasporto pubblico Letizia Moratti ha sottolineato che il concetto di trasporto pubblico integrato si è tradotto in iniziative concrete e innovative. Fra le più importanti, l'introduzione del Bikesharing, un servizio che sta riscuotendo un grandissimo successo facendo registrare oltre 12.000 abbonati annuali, oltre 9.200 abbonamenti giornalieri e circa 500.000 prelievi totali, con il record di 4.332 prelievi giornalieri. "Il prossimo obiettivo – ha dichiarato il Sindaco – sarà quello di estendere il servizio anche fuori dalla cerchia dei bastioni nelle aree con maggiore concentrazione di possibili utenti".
Il Sindaco ha continuato il suo intervento citando un altro servizio altamente innovativo, quello del Carsharing che lei stessa ha utilizzato questa mattina per arrivare al convegno a bordo di un'auto ibrida: "Stiamo implementato il servizio di Carsharing con 104 veicoli e 61 parcheggi distribuite sul territorio cittadino e non solo nelle zone centrali".
La sessione istituzionale di apertura del Forum è proseguita con la presentazione dell'Action Plan per la mobilità urbana sostenibile che Antonio Tajani ha sottoposto, in esclusiva per l'Italia, all'attenzione della stampa e di tutti i partecipanti. Il documento indica un programma di azioni concrete per supportare la mobilità urbana sostenibile. I temi su cui si concentrano le azioni sono essenzialmente sei: la promozione di politiche integrate, una progettazione che privilegi la qualità del servizio all'utente, politiche di trasporto urbano che favoriscano tecnologie rispettose dell'ambiente e combustibili alternativi, il rafforzamento dei finanziamenti, la condivisione di esperienze e conoscenze, l'ottimizzazione della mobilità urbana.
Esponendo il piano di mobilità approvato in sede europea, dopo aver elogiato più volte la politica attuata dal Sindaco Moratti, Tajani ha sottolineato come questo "si sovrapponga al piano per la mobilità sostenibile di Milano e viceversa. Milano è stata la prima città ad adottare Ecopass e il Bikesharing, cercando misure di mobilità alternative. È per questo motivo che Milano è un esempio per le altre città europee – ha dichiarato Tajani - faccio quindi le mie congratulazioni al sindaco Moratti che sta cercando di dare risposte sempre più concrete alla mobilità urbana sostenibile".
"MobilityTech rappresenta un'importante occasione per mettere insieme le forze istituzionali e le imprese del Paese nel promuovere l'innovazione dei sistemi per la mobilità sostenibile - ha dichiarato l'assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci - e il piano di azione sulla mobilità sostenibile appena approvato dalla Commissione Europea e presentato in anteprima nazionale dal vicepresidente Antonio Tajani, offre le linee guida e soluzioni che Milano sta già perseguendo efficacemente".
"Investire sulla mobilità sostenibile in ambito urbano - ha concluso l' assessore Croci - vuol dire investire sullo sviluppo dell'intero Paese. Anche in vista di Expo 2015 Milano continuerà ad essere un laboratorio di creazioni in materia di sostenibilità urbana e a collaborare con le altre città italiane ed Europee per promuovere le migliori pratiche".
E' stato anche presentato il sondaggio che Renato Mannheimer ha condotto su un campione di 800 italiani"La Green Economy e i cittadini italiani", per analizzare gli atteggiamenti e i comportamenti dei nostri connazionali nei confronti dell'ambiente. In particolare, la ricerca ha misurato il grado di accordo tra le opinioni degli italiani sull'ambiente in rapporto con l'economia e le politiche pubbliche. L'indagine ha rilevato che i temi dell'ambiente fanno ormai parte del sentire comune e si traducono in comportamenti virtuosi soprattutto nell'ambito domestico, dove maggiore è l'attenzione al risparmio. Gli italiani tuttavia tendono a non modificare il proprio stile di vita e fanno ancora fatica a rinunciare all'automobile in favore di mezzi alternativi.


In allegato il Piano d'azione sulla mobilità urbana – Commissione delle Comunità Europee




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FORMULA ATA: Electric and Hybrid Italy



FORMULA ATA - Electric and Hybrid Italy

GARE DI VEICOLI ELETTRICI E IBRIDI SU CIRCUITO ENEA I

Casaccia (RM), 7 - 8 - 9 ottobre 2009
Dal 7 al 9 ottobre 2009 il Centro Ricerche ENEA della Casaccia ospiterà la 5° edizione della manifestazione organizzata dall'Associazione Tecnica dell'Automobile, conosciuta come "Formula ATA – Electric and Hybrid Italy" (EHI), sul tracciato stradale interno del campus dove sorgono i laboratori sulla via Anguillarese (area Capanna). Il pubblico potrà assistere liberamente alle gare.

Si tratta di un evento tecnico sportivo internazionale riservato a veicoli a trazione elettrica , ibridi ed a celle a combustibile sviluppati da studenti universitari e da Istituti Tecnici Industriali.

La Formula ATA-EHI, nata nel 2005, è stata ideata dall'ATA con l'intento di valorizzare le innovazioni sviluppate negli atenei di tutto il mondo nel campo della mobilità ecologica sostenibile. La Formula EHI si propone di incoraggiare studenti e giovani ingegneri a partecipare con progetti e prototipi innovativi, atti a ridurre l'impatto ambientale dei veicoli terrestri.

Questa singolare manifestazione sportiva costituisce un momento formativo molto atteso per le nuove generazioni di ingegneri del settore "automotive", perché per l'occasione si costituiscono dei gruppi di lavoro che mettono in sinergia le loro conoscenze accademiche personali, le problematiche connesse alla realizzazione tecnologica e all'integrazione di competenze multidisciplinari.

Quest'anno parteciperanno alla gara Università italiane e straniere, tra le quali il Politecnico di Zurigo (Svizzera), la Drexel University (USA), le Università di Linköping (Svezia), Bruxelles (Belgio) e Thapar (India). Tra gli italiani parteciperanno le Università di Roma la Sapienza, Roma 3, Pisa e Padova, oltre al Politecnico di Torino, per un totale di con 10 veicoli e 4 progetti.

Il programma delle gare, i team partecipanti, e le foto delle auto sono online al link:

http://www.enea.it/eventi/eventi2009/FormulaElectric071009.pdf

Si riporta anche un Programma in Sintesi:

Mercoledì 7 ottobre
- GARE DI DURATA e CONSUMI ENERGIA (15:30- 19:30)

Giovedì 8 Ottobre
- PROVA di AUTOCROSS (9:30-11:30), ACCELERAZIONE (11:30-13:30), DURATA PRESTAZIONALE (14:00-19:00)

Venerdì 9 ottobre
- PROVA DI INSEGUIMENTO (8:30-13:00) e la CERIMONIA di PREMIAZIONE alle ore 16:00.






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MESSINA. WWF: MAPPA QUARTIERI E PAESI A RISCHIO

WWF: LA MAPPA DEI QUARTIERI E DEI PAESI A RISCHIO

Ecco le aree che l'Associazione chiede di tenere sotto monitoraggio

Messina si sviluppa alle pendici dei monti Peloritani (geologicamente giovani e quindi soggetti a frane e smottamenti) e tutte le strade perpendicolari al mare sono fiumare coperte trasformate in strade "a rischio", che ripetutamente hanno ceduto. Si tratta del torrente Boccetta, del torrente Trapani, del torrente Annunziata, diventati nient'altro che viale Boccetta, viale Trapani, viale Annunziata. Nelle fiumare e accanto ad esse sono sorti edifici o interi quartieri per centinaia di migliaia di metri cubi. Ben due scuole sono nelle fiumare, una di queste ha subito l'alluvione del 1996. Laddove non è costruito, gran parte delle fiumare sono occupate da discariche a cielo aperto.

Le zone più densamente popolate, attraversate da torrenti, sono ben 11, da Papardo (zona Nord) a Camaro (zona sud della città). Le aree di impluvio occupate da opere (strade, cantieri) hanno ovviamente destabilizzato i pendii, rendendoli più fragili e più soggetti all'erosione. Gli incendi costanti hanno fatto il resto, desertificando il territorio. Non dimentichiamoci della drammatica estate del 2007, quando l'intero territorio cittadino zona nord è stato distrutto da centinaia di incendi anche con un morto. Quest'anno i criminali si sono concentrati sulla fascia ionica (quella alluvionata).

Il WWF segnala alle autorità per le opportune verifiche che al momento, le zone più a rischio per il dissesto idrogelogico della città, a suo avviso, sono: Montepiselli e Zona Forte Gonzaga (e tutta la parte di città sotto a questa zona, siamo in centro città), Casazza, torrente Trapani, torrente Annunziata, torrente Giostra, San Michele, Camaro, Contrada Marotta e fascia costiera sottostante (già 4 morti nel 1998); parte bassa della località Papardo, viale Boccetta Scoppo (che è la parte più alta del Boccetta), Bordonaro – Sivirga. Ma è necessaria la verifica dello stato dell'arte di tutto il territorio, puntuale e urgente, perché gran parte del territorio comunale è ad elevato rischio idrogeologico.

Poi ci sono i paesi e i quartieri che sorgono a sud della città sulla fascia ionica: San Filippo superiore e inferiore, Santa Lucia (sopra Contesse), Gazzi, Ladreria, Tipoldo, Zafferia, Santo Stefano Medio, Santo Stefano Briga. Anche sulla fascia tirrenica, a Nord della città, esistono comunque situazioni a rischio: Faro Superiore, Curcuraci (sopra contrada Marotta). E ancora alcune zone di Castanea, Salice, San Saba, Gesso, con territori circostanti massacrati da incendi, cave, nuove lottizzazioni, strade abusive e non.

Il WWF Italia dal 2006 (6 marzo) a luglio 2009 ha segnalato

a) all'amministrazione comunale la necessità - per le nuove norme di tutela ambientale sopravvenute - di fermare la variante al PRG e di "ridisegnare" la città, alla luce del grave rischio idrogeologico e sismico. Questa richiesta è stata reiterata decine di volte, l'ultima, luglio 2009;

b) alle forze dell'ordine, di far applicare le norme subentrate sulla tutela ambientale;

c) specifiche lottizzazioni o interventi con richieste di revoca in autotutela di progetti approvati. Inoltre sono state presentati 4 esposti alla magistratura (fine aprile 2009), due dei quali sono stati archiviati inspiegabilmente alla stregua di denunce anonime .

SCHEDA

L'ARCO CALABRO-PELORITANO - GEOLOGIA

I monti Peloritani e l'Aspromonte in Calabria sono geologicamente giovani e quindi soggetti a frane e smottamenti.

La conformazione delle due sponde dello Stretto Messina, di fatto la propaggine più meridionale dell'Appennino, è tale che si sono formate le cosiddette "fiumare" (esistono su Aspromonte e Peloritani con poche eccezioni, altrove si chiamano torrenti) che dai bacini di impluvio e dai punti di scorrimento dei canaloni, raccolgono l'acqua meteorica. L'arco calabro-peloritano (compreso tra la linea di San Gineto a Nord in Calabria e la linea di Taormina a sud in Sicilia) è una struttura unica dal punto di vista geologico che continua a sollevarsi anche attualmente prevalentemente costituita da un substrato cristallino metamorfico, che può diventare "Roccia Marcia" (come viene definita dal grande geologo Ardito Desio), mentre nella fascia costiera prevalgono le sabbie (come le "Ghiaie e Sabbie di Messina", che si trovano sui due versanti dello Stretto), che vengono facilmente trascinate via dalle acque piovane.

venerdì 2 ottobre 2009

WWF: BUDGET GLOBALE DEL CARBONIO PER AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI


WWF: "UN BUDGET GLOBALE DEL CARBONIO

PER AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI"

Fino al 2050 ci restano 'appena' 970 miliardi di tonnellate di CO2 da utilizzare.

Ecco come spartirle in modo equo tra tutti i Paesi del mondo

Un rigoroso budget globale del carbonio da qui al 2050 basato su una giusta distribuzione tra nazioni ricche e povere, che stabilisca la quantità di emissioni tollerabili dal pianeta in quel lasso di tempo, può prevenire cambiamenti climatici pericolosi e mantenere l'aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi Celsius. E' quanto afferma il nuovo rapporto WWF "Suddividere gli sforzi per un budget globale del carbonio",ECOFYS, che indica anche diversi modi per diminuire le emissioni globali di almeno l'80% entro il 2050 e del 30% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. basato su ricerche, calcoli e analisi di

"Se si vogliono evitare le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici, i governi devono applicare misure più rigide per rispettare un budget globale di carbonio, rigoroso e a lungo termine - ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del WWF Italia - Se i governi 'allentano' le regole secondo cui distribuiscono le emissioni, finiremo in un caos climatico. A livello planetario non esiste compensazione, abbiamo un solo pianeta e una sola atmosfera, e bisogna ragionare su un solo budget di emissioni. Un budget globale del carbonio, insomma, equivale a un vero e proprio tetto mondiale per le emissioni".

Secondo le analisi del dossier WWF-Ecofys, il budget globale del carbonio per il periodo 1990-2050 - ovvero la quantità di emissioni globali che il Pianeta può tollerare in questi sessant'anni – è pari a circa 1600 miliardi di tonnellate di Co2 equivalenti. Ma poiché il mondo ne ha già emesse una buona parte, il budget da oggi al 2050 si è ridotto a 970 miliardi di tonnellate di Co2 equivalenti, esclusi i cambiamenti di uso del territorio (deforestazione, cementificazione ecc.).

Il rapporto valuta diversi modi per ridurre le emissioni, tutti in linea con il budget, e descrive tre metodologie diverse per distribuire pesi e benefici di un Budget Globale del Carbonio in maniera giusta ed equa:

- Greenhouse Development Rights (GDRs): tutti i paesi devono ridurre le proprie emissioni più di quanto stiano facendo, a seconda delle loro emissioni pro capite, della soglia di povertà e del PIL pro capite.

- Contraction and Convergence (C&C): i permessi di emissione convergono dal livello attuale di un paese verso un livello uguale per tutti i Paesi entro un determinato periodo di tempo.

- Common but Differentiated Convergence (CDC): le emissioni pro capite dei Paesi industrializzati convergono in un livello uguale per tutti i Paesi e quelle dei Paesi in via di sviluppo convergono allo stesso livello quando le loro emissioni pro capite raggiungono una media globale.

Secondo il rapporto, il metodo dei Greenhouse Development Rights richiede che il gruppo delle nazioni industrializzate riduca complessivamente le proprie emissioni del 157% entro il 2050. Ma dato che non potranno tagliare le proprie emissioni nazionali più del 100%, per raggiungere il proprio obiettivo dovranno finanziare la riduzione delle emissioni in altri Paesi.

Mentre il metodo dei Greenhouse Development Rights consente, almeno per il periodo iniziale, un aumento delle emissioni per la maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, gli altri due metodi lasciano meno spazio all'aumento delle emissioni. Secondo la Contraction and Convergence (C&C) e il Common but Differentiated Convergence (CDC), alla Cina, per esempio, sarebbe richiesta una riduzione del 70% entro il 2050 rispetto al 1990, mentre l'India dovrebbe ridurre le proprie emissioni dal 2 al 7% entro lo stesso periodo.

Secondo il metodo dei Greenhouse Development Rights, ai Paesi più poveri sarebbe consentito di continuare ad aumentare le proprie emissioni fino almeno al 2050, mentre secondo le altre due opzioni dovrebbero ridurle dopo il 2025.

Roma, 2 ottobre 2009



giovedì 1 ottobre 2009

CORSO RESPONSABILE TECNICO GESTIONE RIFIUTI: A SCUOLA DI AMBIENTE

CORSO RESPONSABILE TECNICO GESTIONE RIFIUTI: A SCUOLA DI AMBIENTE

La salvaguardia dell’ambiente va sui banchi di scuola. Per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali delle imprese che esercitano il trasporto dei rifiuti nasce una nuova figura professionale, il Responsabile Tecnico per la Gestione dei Rifiuti, il manager ambientale.  

 

L’Angri, ente di formazione accreditato, organizza nella sua sede di Roma un Corso per Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti ai sensi del D.M. 406/98. Il Corso, avviato il 28 Settembre 2009 con il Modulo Base, è strutturato in moduli a seconda dalla specializzazione tecnica che si intende conseguire, (contenuti didattici previsti ai sensi della delibera Albo Gestori Rifiuti n. 3 del 16 luglio 1999), e rilascia un attestato di competenza, che consente di ricoprire il ruolo di RT per l’iscrizione all’Albo Gestori Rifiuti.

Per diventare Responsabile Tecnico della Gestione dei Rifiuti è necessario essere in possesso di diploma o laurea e avere esperienza in azienda del settore o frequentare un Corso specializzato organizzato dalla Regione o da un Ente riconosciuto dalla stessa. La formazione del Responsabile Tecnico per la Gestione dei Rifiuti è necessaria ai sensi dei D.M. 406/98 e D.Lgs. 152/06, parte IV.
Confermata la data del 19 Ottobre per l’inizio del Modulo F, che interessa le aziende che si occupano di bonifica dei beni e manufatti che contengono amianto. 

 

Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo di iscrizione al corso:   www.borsarifiuti.com / www.angri.it e-mail info@garwer.com

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