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mercoledì 21 dicembre 2016

Fuochi illegali, giocattoli fuori norma, moda e food, FareAmbiente presenta l’annuale rapporto sugli illeciti legati agli acquisti natalizi

Quasi 19milioni di pezzi di artifizi e 11.230 kg di altro materiale esplodente, sono stati sequestrati nel 2015 mentre 178 sono i soggetti denunciati a piede libero (contro i 101 del 2014) e 6 tratti in arresto (uno solo nel 2014).

Questi sono i dati che emergono dall’annuale rapporto redatto da FareAmbiente – Movimento ecologista europeo e presentato oggi 21 dicembre 2016 in Roma presso la sala del Primaticcio, che analizza gli illeciti posti in essere nei campi dei fuochi pirotecnici, della moda, dei giocattoli e del cibo.

I danni sono enormi sia in termini di sicurezza che economici. Il mercato legale dei fuochi pirotecnici infatti, si aggira intorno ai 100 milioni di euro mentre, quello parallelo -illegale quasi lo doppia. Le città ove tali attività risultano essere più fiorenti sono Napoli e il suo hinterland, Bari e Palermo.

Se si considera che in genere a Natale le spese aumentano del 60% rispetto agli altri periodi dell’anno, è facile capire quanto sia il guadagno del mercato illegale.

La contraffazione dei giocattoli invece, fa perdere ogni anno il 15,6% delle vendite dirette del settore per un valore pari a 201 milioni di euro. Peggio di noi solo Germania e Regno Unito.

Negli ultimi anni, la Guardia di Finanza ha ritirato dal mercato più di Sono 240milioni i giocattoli contraffatti o insicuri, ritirati dal mercato italiano dalla guardia di finanza per un ammontare di 185.236 euro.

L’annus horribilis è stato il 2014, seguito dal 2013 e dal 2015.

Il dato più allarmante riguarda la pericolosità dei giocattoli sequestrati. Si tratta prevalentemente di prodotti verniciati con sostanze chimiche altamente cancerogene o contenenti metalli pesanti, assemblati con pezzi facilmente staccabili a rischio di ingestione o soffocamento, con punte aguzze o angoli taglienti oppure con corde lunghe che comportano un concreto pericolo di strangolamento. Negli ultimi cinque anni, sono stati sequestrati in media quasi 428 milioni di beni di consumo contraffatti o insicuri.

Ai giocattoli si sommano la contraffazione di abbigliamento, accessori per abbigliamento, calzature, apparecchiature elettriche, profumi, cosmetici e simili.

Nell’ultimo decennio la sola Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 310 milioni di prodotti appartenenti alla categoria moda.

Anche il cibo nel periodo delle feste natalizie è uno dei principali prodotti oggetto di truffe, sia in termini si sicurezza alimentare che di contraffazione o italiansounding.

Nel 2015 sono state sequestrate 4mila bottiglie di olio extra vergine di oliva contraffatte,

sequestrate di 85 tonnellate di olive illecitamente colorate con solfato di rame, ed elevate 44 sanzioni comminate, per un totale di oltre 41mila euro, per tartufi contraffatti e ritirati dalla vendita 1.400 kg di pasta realizzata con grano duro extracomunitario, falsamente indicato come “grano duro della Puglia”, sono invece il risultato delle operazioni del corpo forestale dello stato. Il reddito e lo stile di acquisti motivano il tipo di consumi degli italiani.

Secondo una stima fatta da Fareambiente in collaborazione con la testata www.frodialimentari.it, la spesa familiare si aggira intorno ai 700 euro differenziandoli però per appartenenza regionale e per tipologia di prodotti (mentre a Nord si tenderà a spendere in regali tecnologici e viaggi (arrivando anche a superare i 1000 euro), a Sud si spenderà (a volte anche meno dei 300 euro) per cibo e giocattoli oltre per i classici botti di Natale e luminarie, un po’ meno per i classici regali)

Il 54% del campione di fascia reddituale bassa ( meno di 1000 euro) acquista giocattoli, luminarie e regali vari presso mercatini o in negozi gestiti da cinesi. Di questo 54% ben il 64% non controlla se il prodotto prescelto sia a norma o invece è contraffatto. Nelle motivazioni essi sottolineano la necessità di dover acquistare qualcosa e quindi devono rientrare nel budget stabilito.

Nelle fasce medie (da 1000 a 2000 euro) si acquistano prodotti sia nei mercatini che nei centri commerciali, ma anche in queste segmento pochi controllano ( solo il 23%) se il prodotto è a norma.

Il cibo tiene ancora, anche se si tende ad acquistare per il pesce all’ultimo momento (accontentandosi) e seguendo le offerte per i panettoni, e altri dolci natalizi. I lavori sono stati aperti dal presidente Vincenzo Pepe e moderati da Anna Zollo ed nel corso della presentazione è intervenuto Paolo Russo, membro della commissione agricoltura della camera.

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